Classico. Sconvolgente. Comprensibile.
All'inizio fu il piccolo Tommy. Poi l'omicidio Roveraro e la Parma Bene. In tarda primavera un ragazzo impazzisce e uccide ex fidanzata e taxista. Infine, la giovane Silvia e il suo incubo venuto dal passato.
Quattro omicidi efferati, brutali. La "Parma felix" uccisa a colpi d'arma da fuoco, fatta a pezzi da un macete, lasciata lì ad esalare l'ultimo respiro, in mezzo ad una strada di provincia. E tutti ad interrogarsi. Ma come, la città con l'alta qualità della vita, la città del mangiar sano. Parma l'erede del trono Asburgico. Come può essere accaduto lì, proprio lì, dove tutti dovrebbero essere felici, dove puoi avere tutto e forse anche di più.
Ma poi a ben vedere, i contorni dorati della felicità si sfuocano...i topi cominciano a salire dalle fognature, rosicchiando le pellicce delle signore imbellettate per la Domenica. Tutte nate dalla generosa vagina di Maria Teresa. Illuse, altro non sono che figlie di un Dio minore. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere i loro mariti con il video-tele-ultra-piatto-stra-pacchiano-fonino. Con i loro auricolari nelle macchine scure dalle cifre a cinque zeri. Ma poi a ben vedere sono tutti cornuti, perchè il potere li ha resi impotenti. Non più capaci di soddisfare mogli disperate e costrette a rivolgersi, per un misero cazzo, al domestico di turno seviziato e costretto a fottere passere ormai decadenti. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere, fai un giro per la movida di Via Farini. Ragazze bellissime, con seni giunonici, gambe snelle e passere di fuoco sotto quelle minigonne inguinali. Tutte regolarmente autografate dal primo finocchio di turno. Ma poi a ben vedere, loro non ti guardano. Non ci sono occhi per te. Hanno un punto fisso da guardare. Un punto lontano che tu non puoi vedere. Troppo miope è il tuo status symbol. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere, dietro quei culi da copertina, dietro quelle sculture di Pomodoro, vedi altrettanti uomini inebriati dal profumo della carne. Un filo di bava corre lungo le loro bocche semisplancate. Ma poi a ben vedere quei fisici perfetti, quei muscoli tesi allo spasimo, quelle pelle ambrata, ti accorgi che non c'è nient'altro. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere sai che quegli uomini e quelle donne si accoppieranno. Succhieranno i loro amplessi nelle loro Porsche prese in prestito. Scoperanno sugli ampi sedili di un Cayenne turbo regalato dal papi. Leccheranno i loro umori su sedili di pelle umana come i loro grugniti, come la loro estasi di piacere. Ma poi a ben vedere esalato l'ultimo orgasmo non c'è il dovere. Non ci sono parole di contorno, perchè non c'è niente da dire. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere ci sono altri uomini chiusi nei loro cessi di periferia, con ancora negli occhi le prelibatezze del giardino dell'Eden. Con i loro cazzi fra le mani fuoriose, sognando di poter avere anche loro un posto nella Grande Passera di Via Farini. Ma poi a ben vedere a loro Dio non ha dato scelta. Non ha detto prendete tutto, ma non la mela. Non prendete nulla, il vostro posto non è il Paradiso. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere ci sono strisce bianche alle pareti delle casette color giallo ocra. Fiumi di polvere bianca inondano le strade del benessere. Ma poi a ben vedere la coca sgorga dagli anfratti più nascosti di una città morta dentro. E si mischia con gli insetti che si nutrono delle ferite ancora vive. Ma poi a ben vedere...
Ma poi a ben vedere al di là del sesso, al di là del denaro, al di là del cibo, al di là della droga, al di là del bene e del male, c'è il nulla.
Ma poi a ben vedere erano tutti ciechi. Ora hanno aperto gli occhi ed hanno visto il fondo della caverna.