[Torno. Vedo tutto cambiato. Scrivo, ma distrattamente, quasi fosse un dovere verso me stesso]
Se ne stava seduto su uno sgabello. Dal piccolo balcone di casa sua vedeva soltanto palazzi alti e fatiscenti, che riuniti in un cerchio tozzo, escludevano lo sguardo al resto del mondo. "Leopardi aveva di fronte a sé una siepe - pensò -, ma nella modernità fredda non c'è più spazio per la poesia della natura e non ci resta che la solidità del cemento". Quella vista, però, in un qualche modo lo rassicurava. In quella fresca serata d'autunno, il piccolo spaccato di cielo terso e stellato che spuntava sopra i tetti, gli trasmetteva un senso di pace. Non gli sembrava nemmeno di stare a Milano. I rumori delle automobili erano lontani e il grigiore diurno dell'aria inquinata aveva lasciato spazio a un nero denso e impenetrabile.
Fumava a piccole boccate, assaporando ogni millimetro della sua sigaretta, mentre il fumo gli inondava la trachea e risaliva lungo le narici. Aveva cercato di smettere più volte, ma quando era agitato non poteva fare a meno di ricominciare. Quel semplice gesto lo aiutava a riflettere, a mettere insieme quei piccoli tasselli di una vita che in quel momento lo stava mettendo a dura prova.
Aveva ancora negli occhi l'immagine del suo corpo nudo. Era di una bellezza paralizzante. Se ne stava in piedi appoggiata allo stipite della porta. Le braccia incrociate sotto i seni piccoli e sodi. "Strano - le disse - e dire che ho sempre preferito le donne prosperose". Il contatto con il pavimento freddo le provocava i brividi e i suoi capezzoli erano dritti come spilli conficcati nel corpo di lui. I lunghi capelli neri le scendevano sulle spalle, incorniciando quel viso austero e regale. Gli occhi erano di un verde intenso, quasi tendente al blu. Impossibile sostenerne lo sguardo, pena la perdita della capacità di intendere e volere. "Se vuoi mi rivesto", replicò lei con un sorriso malizioso. Lui risalì con lo sguardo lungo le sue gambe snelle, rimanendo per un lunghissimo istante in contemplazione del suo sesso totalmente rasato. Scavalcò il ventre piatto e la fisso dritta negli occhi, andando incontro all'inevitabile disfatta di un uomo al cospetto di una dea. "Non dirlo nemmeno per scherzo", sentenziò e le andò incontro in preda all'estasi più completa.