Utente: gigishow
Nome: gg [limited edition]
Sebbene nacqui, non me ne pentii. Intuivo che uscito da li, sarebbe stata dura. Ma non avrei mai immaginato che sarebbe stata così dura. Io ci provo comunque. [work in progress]
RICHIESTA D'AIUTO: Cerchiamo Davide
Odio: l'ignoranza, l'ipocrisia, le mosche, il provincialismo, il moralismo, la furbizia, i film di Vanzina, i politicanti, le cavallette, i formalismi, le frasi fatte, la verdura cotta
Amo: il coraggio delle proprie idee, i Muse, i Radiohead, i Baustelle, i Griffin, Kubrick, Tarantino, le belle donne, l'intelligenza, Goya, Vermeer, gli impressionisti, Londra, il kebab, la pizza, il casino, la solitudine







«La felicità si racconta male perchè non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge»
François Truffault

«Riguardo alle azioni umane non piangere, non ridere, non indignarsi, ma capire»
Antonio Spinoza

«Tutti i mali del mondo derivano dall'incapacità di stare fermi in una stanza»
Blaise Pascal

«Ogni uomo è cacciatore, magari non spara, ma la mira la prende lo stesso»
Lorenzo Licalzi

«Ognuno chiama barbarie ciò che non è nelle sue usanze»
Michel Eyquem de Montaigne

«Viviamo tutti nelle fogne, ma solo alcuni guardano alle stelle»
Oscar Wilde

«Non sono abbastanza serio per dare consigli. E lo sono troppo per riceverne»
Corto Maltese









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Blog Aggregator 3.3 - The Filter


Blog-Show la vetrina italiana dei blog!

Qualcuno, in una remota galassia, ha calcolato che
*loading* malcapitati
hanno perso tempo leggendo questo scribacchino. Un recente sondaggio afferma che mentono spudoratamente.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001.
lunedì, 29 giugno 2009

[Silenzio - Assenza]

on air
A vita bassa, Baustelle


Dopo oltre 50 anni di monocolore [para-pseudo-post] rosso, il mio comune ha cambiato sfumatura. Un po' come se improvvisamente Emilio Fede, oltre a diventare eterosessuale, votasse Rifondazione Comunista [Esiste ancora? No, perché mi sono perso le ultime trasformazioni della "sinistra-sinistra", magari adesso si chiamano Comunisti per il proletariato urbano unito nella rivoluzione maoista, leninista e anche un po' luxurista]. Il grosso pene da me disegnato sulla scheda elettorale comunale ha sicuramente contribuito a questo eclatante risultato, ma d'altra parte votare il meno peggio non può essere sempre l'unica risposta possibile [non deve nemmeno diventare un abitudine, anche perché in caso contrario comincerei a dubitare delle mie preferenze sessuali]. I primi commenti a caldo puntavano il dito contro "i compagni che ci hanno tradito" [forse non si chiamano più compagni, ma nell'attesa di trovare un nome nuovo, rifugiamoci in un po' di sana nostalgia]. Insomma, il vecchio errore della sinistra italiana: "se non sei con noi sei contro di noi". Continuiamo così, facciamoci del male.

Ho preso la febbre. Il 29 di giugno. Per un attimo ho pensato che la colpa fosse da attribuire al risultato elettorale sopra descritto. Pensavo che gli assessori alla sicurezza leghisti potessero esistere solo in quei paesotti tra la Lombardia e il Veneto, dove i figli si fanno di coca e i padri si sfogano menando extracomunitari [Cosa succede se incontro una ronda padana e scoprono che ho origini calabresi? Se torno dal mare abbronzato devo mostrare il permesso di soggiorno?]. In realtà, a un'approfondita analisi, ho capito che la causa della mia malattia è da attribuirsi all'aria condizionata gentilmente offerta dai treni delle Ferrovie dello Stato. Fuori 30 gradi, dentro -15, forse per salvaguardare l'habitat di qualche orso polare in via d'estinzione lungo la pianura padana. Se non altro il treno è arrivato in orario. Non si può avere tutto dalla vita.

«Hai ragione Monica
la sconfitta storica
ma non posso dirtelo
posso solo piangerla
e guardarti crescere
come cresce l'edera
come il rovo su pietre e macerie»
Destroyed by gigishow alle ore 21:08 | link | commenti (16)
Rise again in varie ed eventuali, revolution, rock politick, provincia cronica
martedì, 16 giugno 2009

[Acido cloridrico - XCI]

[Rubrica potenzialmente corrosiva. Maneggiare con cura. Aut Min. rich.]

Di ritorno dall'incontro con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il premier Silvio Berlusconi ha portato a casa un importante risultato: l'Italia ospiterà tre detenuti di Guantanamo.

Agli Usa andranno in cambio Pato, Maurizio Gasparri e il prestito di Totò Riina.
Destroyed by gigishow alle ore 20:37 | link | commenti (24)
Rise again in acido cloridrico
lunedì, 15 giugno 2009

[Acido cloridrico - XC]

[Rubrica potenzialmente corrosiva. Maneggiare con cura. Aut. Min. rich.]

Il
Movimento sociale italiano - Destra italiana ha presentato le ronde della «Guardia nazionale italiana», che avranno il compito di pattugliare le città italiane non appena sarà in vigore il cosiddetto "pacchetto sicurezza" varato dal governo Berlusconi.

Appresa la notizia, anche
Dart Fener ha subito messo a disposizione il suo esercito imperiale.
Destroyed by gigishow alle ore 12:58 | link | commenti (10)
Rise again in acido cloridrico
venerdì, 12 giugno 2009

[Acido cloridrico - LXXXIX]

[Rubrica potenzialmente corrosiva. Maneggiare con cura. Aut. Min. rich.]

Durante la sua visita in Italia, il dittatore libico Gheddafi ha spiazzato tutti paragonando gli Stati Uniti a Bin Laden e definendo il Vaticano una teocrazia simile all'Afghanistan islamico.

Forse la sinistra italiana ha finalmente trovato il suo leader carismatico.
Destroyed by gigishow alle ore 13:36 | link | commenti (4)
Rise again in acido cloridrico
venerdì, 05 giugno 2009

[Acido cloridrico - LXXXVIII]

[Rubrica potenzialmente corrosiva. Maneggiare con cura. Aut. Min. rich.]

Secondo alcune foto pubblicate sull'edizione on line de La Stampa, una donna seminuda avrebbe contestato Franceschini durante un comizio elettorale in Piazza Maggiore a Bologna.

Era scappata da
Villa Certosa?
Destroyed by gigishow alle ore 10:33 | link | commenti (5)
Rise again in acido cloridrico
mercoledì, 03 giugno 2009

[Il paese reale]

ovvero
Sotto la maschera niente

Gira e rigira, Courbet c'aveva proprio ragione. Sì, perché uno si aspetterebbe che la campagna elettorale per le elezione dei rappresentanti al Parlamento Europeo vertesse su temi che riguardano l'Europa. Che ne so, quanto devono essere lunghe le zucchine, quanto burro di cacao ci deve essere nelle barrette di cioccolato o che forma devono avere le banane. O anche cose molto più frivole, come per esempio decidere una politica estera comune a tutti i paesi della Ue. Invece, qual è il tema predominante in tutti i dibattiti politici in Italia? La figa. Ora, non è che a me dispiaccia parlare dell'argomento in sé, anzi lo trovo particolarmente stimolante. Ma credo sia più adatto a una discussione da bar.

Uè Silvio, hai visto che chiappette quella là?»«Oh gg, te sì che c'hai l'occhio clinico. E di quel bel paio di tette cosa ne diciamo?»«Non farmici pensare che poi mi tocca commettere un reato...»«Ma gg, suvvia, ma che reato e reato! Ma ti pare che in Italia ci sia ancora qualcosa per cui si possa finire in galera? A parte essere poveri ovviamente»«Cazzo Silvio, te ne sai un casino»]

Ed ecco che le parole d'ordine più usate in questa campagna elettorale diventano veline, tradimento, divorzio, sesso con minorenni, Veronica, Villa Certosa, Noemi.

[Che poi siamo sicuri che questa Noemi Letizia esista veramente? A me pare più che altro un sostantivo. «
Te sei una noemiletizia!», intendendo con questo termine una ragazza sufficientemente carina, mediamente disinibita, in possesso di un book fotografico discretamente ritoccato a Photoshop e con le idee molto chiare su cosa vuole fare da grande: la star televisiva o la parlamentare. Niente di più semplice, in entrambi i casi serve una cosa sola: il culo, ma non in senso metaforico]

E poi si dice che la politica è lontana dai cittadini. Ma quando mai! Il vecchio Silvio [non ditegli che l'ho chiamato così, lui al massimo pensa di avere 25 anni] ha capito benissimo qual è il vero problema degli italiani [maschi]: la figa, l'unica vera origine di tutti i mali. Se manca quella, manca tutto. E allora, parafrasando uno che di monarchia ci capiva qualcosa, potrei dire che Berlusconi c'est moi!. Berlusconi siamo tutti noi, è la nostra coscienza sporca, è la nostra chiacchiera da bar, è il nostro onanismo ossessivo-compulsivo. Berlusconi è il paese reale. Berlusconi si fotte le donne che noi vorremmo fotterci, ha i soldi che noi vorremmo avere. Berlusconi è la quintessenza del maschilismo becero che si annida in ciascuno di noi.

Berlusconi è la nostra maschera, sotto cui si cela il nulla.
lunedì, 01 giugno 2009

[Uomini che amano le donne]

Avevo sete. La macchina correva lungo la strada dritta. Una lunga distesa piana, in cui lo sguardo s'interrompe all'orizzonte soltanto perché la curvatura terrestre impedisce di vedere oltre. In quel punto della periferia, le case basse e i capannoni industriali cominciano a lasciare spazio ai campi coltivati della pianura piadana. L'enorme insegna luminosa stonava con il paesaggio sobrio avvolto nell'oscurità. La grande M gialla e arcuata ormai non è più soltanto un simbolo della colonizzazione yankee, ma fa parte del nostro vissuto collettivo. Una cattedrale votata al culto pagano del consumismo. Parcheggiai la macchina e mi diressi lentamente verso l'ingresso. Nonostante fosse notte inoltrata il McDonald's era ancora piuttosto frequentato. Attesi il mio turno in fila all'unica cassa aperta, dove una giovane ragazza compiva distrattamente il rituale della compravendita. Ordinai una Sprite media. «Un'euroenovanta. Ecco a te» «Grazie» «Grazie a te, buona serata». Entrambi recitammo la preghiera nel modo corretto, rispettando i nostri relativi ruoli di ministro del culto e di fedele devoto. Uscii dal locale e mi sedetti nei tavoli posti all'esterno. L'aria fresca delle sere di primavera che guardano all'estate mi svuotava la mente. L'altoparlante diffondeva l'inconfondibile voce di Battiato: «The night is my friend and in him i find sympathy and so i go back to the years that have past me by». Non conoscevo il titolo della canzone, ma quelle parole mi sembravano particolarmente adatte al momento. "Un bacio", pensai "Che cosa significa un bacio?". Finii la mia Sprite e diedi un ultimo sguardo all'interno del locale, dove i resti dei pasti consumati in fretta e le poche persone ancora sedute ai tavoli mi ricordarono la malinconia di un dipinto di Hopper. Ripresi la macchina e feci ritorno a casa, guidando lungo la strada sempre dritta, delimitata di tanto in tanto da lunghi filari di platani.
Destroyed by gigishow alle ore 12:07 | link | commenti (10)
Rise again in varie ed eventuali, no women no cry, fear and desire
sabato, 30 maggio 2009

[Acido cloridrico - LXXXVII]

[Rubrica potenzialmente corrosiva. Maneggiare con cura. Aut Min. rich.]

«
Per l'estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi». Questa l'idea del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per alleviare le pene dei terremotati dell'Abruzzo.

Speriamo almeno che la nave non sia il
Titanic.
Destroyed by gigishow alle ore 13:43 | link | commenti (5)
Rise again in acido cloridrico
mercoledì, 20 maggio 2009

[Incontri ravvicinati del treno tipo]

ovvero
Carpe diem

Mi soffermai su un particolare. La spallina del reggiseno le pendeva molle sotto la scapola. Era nera e spuntava fuori dalla manica di una megliettina bianca, al centro della quale c'era una scritta: Satin soup shining skin. Aveva gli occhi grandi, di un azzurro intenso. I capelli castani erano legati assieme da un laccetto bordeaux a formare una lunga coda. Indossava un paio di jeans neri a sigaretta e un paio di All Star bianche. Sulla mano destra portava tre anelli, due sul medio e uno sull'anulare. Al polso destro aveva un piccolo orologio color argento, mentre su quello sinistro un braccialetto rosso e bianco. In grembo stringeva una grande borsa nera e sul fianco, appoggiato al sedile, teneva un lungo astuccio amaranto. Poteva contenere un flauto traverso, ma non essendo rigido, probabilmente aveva un'altra funzione. La sua pelle era bianca e le guance leggermente arrossate, forse per il caldo o per un leggero strato di trucco. Al collo aveva una catenina con piccolo ciondolo a forma di fiore che s'infilava languidamente nella scollatura della maglietta. Era molto bella, le sue forme erano morbide e invitanti. Si chiamava Marta. Lo disse lei parlando al telefono. Scese alla stazione precedente alla mia. La osservai mentre spariva nel sottopassaggio e non la rividi più.  
Destroyed by gigishow alle ore 16:56 | link | commenti (21)
Rise again in varie ed eventuali, no women no cry, fear and desire
mercoledì, 13 maggio 2009

[Social card]

ovvero
Figli di un dio minore


Periferia milanese. Un grande supermercato che si affaccia
su quelle che qui vengono chiamate piazze, ma che in realtà sono solo immense rotonde. Le auto perennemente in circolo. Gli alberi al centro costretti a cibarsi di monossido di carbonio per effettuare la fotosintesi. Di ossigeno non c'è quasi più traccia. È mezzogiorno e il supermercato è popolato soprattutto da anziani alla ricerca delle offerte più vantaggiose. Latte parzialmente scremato a euro 0,45, pasta in vari formati a euro 0,69, olio extra vergine d'oliva a euro 1,99. Tutto si gioca sul filo dei centesimi, neanche fosse una folle corsa automobilistica. Il pellegrinaggio lungo gli scaffali termina inevitabilmente di fronte alle casse, dove i consumatori in fila attendono pazientemente di poter recitare il loro mantra quotidiano. Scegliacquistaconsuma scegliacquistaconsuma scegliacquistaconsuma. E' il turno di una coppia di anziani. Lui è magro, i capelli brizzolati, lo sguardo malinconico. Lei è fiera, i lunghi capelli ancora castani e un nipotino sorridente al petto, appeso ad un marsupio. L'uomo estrae una carta di credito. È blu con il simbolo Mastercard in evidenza. Il raggio laser identifica i codici a barre dei prodotti e un display luminoso riporta il totale. Terminata l'operazione, la commessa effettua la domanda di rito «Ha la tessera fedeltà?» Un leggero sorriso affiora sul volto dell'uomo. «No, abbiamo solo questa carta dei poveri».
Destroyed by gigishow alle ore 15:47 | link | commenti (9)
Rise again in rock politick, little italy, umano troppo umano, milano-style